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Della Rete e della generosità

L’altro giorno sono stata a un corso sul personal branding.

No. Meglio: l’altro giorno sono stata al corso di Personal (love) branding di Mafe. Chi è Mafe? Un supereroe con la missione di salvare il mondo.
A me i supereroi piacciono tanto.

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Sento un bisogno fisiologico di seguire corsi, di ascoltare chi ne sa più di me (condizione che si verifica spesso) raccontare di comunicazione, marketing e design. Mi sembra indispensabile, da una parte, crescere passin passetto e diventare più consapevole di strumenti e contesti con cui poter lavorare; dall’altra ho una necessità fisica di fare formazione (tanto che mi piacerebbe trovare un modo per seguire corsi tutti i giorni di lavoro e farlo diventare un’attività redditizia).

Il cammino seguito l’altro giorno insieme a splendide corsiste mi ha posto nella condizione di ascoltare e di cambiare punto di vista.
Ho apprezzato la volontà, forte e chiara, di tutte quante di mettersi in discussione: mi ha fatto sentire a mio agio; e non è così scontato.

La generosità parte da qui: dall’ascolto reciproco e dal mettere sul piatto quel che si conosce in modo che possa aiutare altri. Così si fa Rete. E così si pongono le basi della riconoscibilità. Mettere a disposizione la propria conoscenza ti rende autorevole nel tuo campo, tanto che, chi ti ha letto e scoperto, potrebbe tornare da te e fidarsi delle tue competenze. Questo si traduce nella possibilità di instaurare un rapporto di lavoro soddisfacente. Senza timore di essere copiati, fidati: la Rete ha un potere enorme, se usata bene, spesso è un potere positivo.

La via della generosità è lunga e faticosa, come quella dell’agricoltore che pianta i suoi semini e li cura e li concima: un po’ come racconto ai miei clienti che partono con un nuovo progetto,  pensano a pubblicare il loro sito per presentarsi alla Rete con i loro prodotti e servizi. Mi chiedono quando verranno comprati o quando compariranno tra i primi risultati nella ricerca del loro potenziale cliente e io, tutte le volte, faccio la guastafeste e dico loro di non aver fretta, ma di lavorare bene, che i risultati verranno. Ci rimangono male, è vero; vogliono tutto in fretta, soprattutto i risultati, ma se capiscono che per ottenere un buon raccolto il tempo e l’impegno sono fondamentali, allora capita che ne escano progetti efficaci.

Che si tratti di persone o di prodotti non cambia. Il nostro obiettivo è essere generosi per renderci riconoscibili, lasciar perdere le polemiche e porsi in ascolto. Praticare tanto love nel nostro personal branding.

Sono tornata a casa, l’altra sera, con la testa piena di pensieri. Ho capito che devo lavorare tanto su di me per poter lavorare meglio coi miei clienti.
Ho capito che (ed era lì a portata di mano, ma qualcosa me l’ha chiarito durante quel corso) il mio tempo fatturabile è limitato e che non voglio diventare un’azienda, avere dipendenti, crescere in quantità, ma che voglio migliorare la qualità dei progetti che seguo e dei clienti che mi scelgono. Partendo dal <3.

Special thanks alle mie compagne Tatiana, Raffaella, Roberta, Katia ed Enza.

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