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Del perché ho tempi d’attesa lunghi

[Disclaimer: questo non è un articolo popolare. Sto mettendo le mani avanti, lo riconosco.]

Funziona così: ascolto, studio, sperimento. Mi incontro/scontro con altri professionisti e nella mia testa prendono forma pensieri. Pensieri che si mescolano e che poi vogliono uscire e palesarsi: delle volte per sfumare e tornare da dove sono venuti, altre per chiarirsi le idee e prendere coscienza e vita.

In questo periodo, una serie di circostanze ha messo in moto la macchina pensiero-idea-eureka!:

Sono arrivata a un punto, lavorativamente parlando, impegnativo e importante in termini di tempo e di energie spese. Non ho in vista grandi stravolgimenti (se non l’uscire dal regime dei minimi a breve – e questo cambierà tutta la mia gestione contabile), ma sto ragionando davvero su che strada percorrere. Presente quando viene chiesto: dove sarai da qui a 5 anni? Ecco, questa cosa qui, su un periodo un po’ più corto.

Vaglio le possibilità.

  1. Cercarmi un posizionamento diverso da quello attuale?
  2. Andare a specializzarmi in un solo ambito della mia professione buttandomi sulla sola grafica o dedicandomi ai soli siti?
  3. O, ancora, scegliere un determinato settore di attività dei miei clienti e proporre solo alla nicchia individuata i miei servizi?

Da una parte, un po’ come dice Nydia, temo di potermi annoiare nel dedicarmi a un solo ramo del design: mi piace così tanto l’intero processo che sta dietro allo studio di una nuova e piccola attività, alle prime armi con la comunicazione, e adoro dedicarmi allo studio del nuovo brand fino ad arrivare allo sviluppo del sito e blog.; d’altra parte la scelta deve essere ponderata e forse, semplicemente, non sono ancora matura per questo passo.

Sicuramente ho deciso che voglio lavorare meglio bene

Lavorare bene, nel mio piccolo universo significa:

  • fare le stime e le analisi opportune prima di proporre un nuovo percorso progettuale. Basta richieste di preventivo che sia pronto in meno di due ore per “un sito bello, dinamico e accattivante”;
  • ascoltare il mio interlocutore per riuscire a entrare nel suo mondo e poterne accogliere al meglio caratteristiche, problematiche, opportunità;
  • avere il giusto tempo per lavorare – lavorare bene – senza affannarsi e andare sempre di corsa, perché per avere buoni risultati ci vuole tempo e concentrazione.

Sono utopie?

Il cliente ti cerca e vuole un sito pronto per la settimana successiva; ti propone un piccolo budget per un progetto che come minimo presuppone tre mesi abbondanti di lavoro; ti senti dire in continuazione che è lavoro e allora queste sono le regole.

Ma io non voglio che siano le mie regole.

E allora è questo il mio posizionamento

  • Penso a un universo fatto di metodi progettuali su misura, dove il percorso è impegnativo e lungo nel tempo, non solo per me, ma anche per il cliente.
  • Penso a un cliente che capisce e accetta che per iniziare a lavorare insieme deve aspettare un po’ di tempo, come fosse in lista d’attesa, ma che può star certo che appena tocca a lui sarà mia premura essere presente e vicina ai suoi dubbi, alle sue richieste, ai suoi desiderata.
  • Penso a un contesto stimolante e di fiducia a doppio senso.

Da qualche parte lì fuori, ci sono colleghi disposti a lavorare con un preavviso nullo, a svendere le proprie competenze ed esperienze pur di lavorare.
Da qualche parte lì fuori ci sono clienti che hanno budget risicati per la comunicazione e il digitale, che hanno priorità differenti dal fare il progetto di un sito e che sono felici di Wix.
E va tutto benissimo: con i tuoi soldi puoi fare ciò che credi, ci mancherebbe. Ma quelli non sono i clienti per me, non sono i colleghi per me.

Requisito indispensabile per instaurare un rapporto professionale insieme: amare il proprio lavoro e dedicargli cura e attenzione.
Forse presuntuoso da parte mia, ma onesto.

1 commento sull'articolo “Del perché ho tempi d’attesa lunghi

  1. Brava, troppa gente pretende tutto e subito come se si fosse in un supermercato, dove basta afferrare quel che si vuole -già pronto- dagli scaffali. Magari sul subito non è remunerativa, come scelta, ma in prospettiva è la migliore (potendo…).
    Salutoni

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