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Dell’utilizzo delle interfacce web, seconda parte

Qui non si tratta di Oliviero, ma di me stessa medesima.
Arrivo dalla fantastica esperienza di iscrizione online alla Scuola Primaria (le elementari, per intenderci) della Nana: esaltante esperienza sul sito della Miur.
Partiamo dal presupposto che tutti intorno a me chiedono: “Ma solo online puoi fare l’iscrizione?” Sì, certo, l’iscrizione a scuola si fa solo online. “E chi non ha internet?

Ta-da-da-dam!

Io mi sento presa per i fondelli.
Primo: un’alta percentuale di italiani usa internet; chi non ce l’ha, se lo fa prestare da un amico; chi non ha amici, si rivolgerà al Comune o a qualche altro Ente; oppure, nella peggiore delle ipotesi, verrà da me (vi capita, vero? Di essere l’amico/parente che lavora col computer e, quindi, il Bill Gates/Steve Jobs della situazione).
Secondo: no, non ce l’ho un secondo punto, sola la considerazione che siamo nel 2014 e mi sembra da Terzo Mondo sentirsi dire “E chi non ha internet?”.

Steve Jobs, Bill Gates & me

A parte le difficoltà tecniche iniziali per effettuare la registrazione – pagine che non si aprono, diciamo che ho fatto tre quattro tentativi prima di incominciare – posso dire che l’esperienza sul sito della Miur è stata proprio poco piacevole. Mi pento di non aver fatto delle screenshot durante la registrazione e poi durante l’effettiva iscrizione.

  1. Benissimo le liste di selezione per provincia e comune di nascita e residenza, ma facciamo in modo che il caricamento degli elenchi avvenga, non dico in tempo reale, ma che avvenga. Ho dovuto abbandonare il processo di registrazione tre volte e ricominciare da capo, perché non mi caricava i comuni della mia provincia e mi ritrovavo con un campo obbligatorio non compilato. E vabbé.
  2. Bellissime le guide video e la Guida veloce in registrazione. Ma quanti hanno guardato i video o letto la guida? Dubito siano stati molti, non siamo un popolo propenso a “leggere le istruzioni”. Le form, soprattutto se c’è necessità di inserire molti dati, devono essere chiare, semplici, contenere suggerimenti e indicazioni in linea.
  3. Per procedere nell’iscrizione dello studente, è necessario indicare il codice della Scuola scelta. Per trovare il codice di mio interesse, mi servo del servizio Scuola in chiaro: peccato che non rilevi le scuole intorno a me o sul territorio, ma solo quella del comune prescelto. Funziona sì, ma se so già dove andare a parare.
  4. Mi mette una profonda ansia sapere che una volta inoltrata la domanda, non è più possibile modificarla. Peggio delle parole incise sulla pietra… Poi scopro che, eventualmente, posso rivolgermi alla scuola per le modifiche.

Tutto questo per dire che il sistema mi pare un po’ una scarpa e una ciabatta: vuoi digitalizzare le iscrizioni? Bene, sono la prima a sostenere che debba essere fatto, ma in maniera più efficace a livello di prestazioni tecniche (il sito deve essere disponbile e navigabile) e di usabilità.

Infine, il processo deve avvenire interamente online. Ritengo che la scuola, in questo caso, debba essere sì disponibile all’utente del sistema: l’essere umano rimane  il miglior supervisore e il confronto e l’aiuto che ti può dare un addetto è più rassicurante dell’aiuto fornito dalla macchina. Ma se a distanza di qualche giorno ho un ripensamento, per esempio se decido di inserire una seconda scelta alla scuola indicata per l’iscrizione, deve essere possibile accedere alla mia domanda di iscrizione e apportare online le mie modifiche.

In conclusione, credo che gli italiani non siano ancora pronti alle esperienze digitali, ma se gli Enti e le Istituzioni non sono da parte loro pronte al cambiamento, la vedo un po’ dura.
E poi mi chiedono “E se non hai l’internét?”…

2 commenti sull'articolo “Dell’utilizzo delle interfacce web, seconda parte

  1. Concordo e mi sento di aggiungere che il problema in questo caso sta nel concetto di monopolio.
    Se l’utente può scegliere il fornitore del servizio, questo è invogliato a facilitare la vita all’utente, quindi il problema di fare in modo che l’utente usi correttamente e facilmente il servizio è suo.

    Qui invece non puoi fare altro che iscriverti online, quindi non importa quanto l’interfaccia sia usabile o funzionante: ti iscriverai online comunque.
    Per agganciarsi al post di Oliviero, la motivazione dell’utente è più che alta: è assoluta.
    Il fornitore del servizio, in questo caso il Miur, non percepisce minimamente le tue difficoltà come un suo problema.

    Disclimer: con questo non voglio dire di essere un sostenitore della concorrenza e del libero mercato a tutti i costi, sono ben distante da questa filosofia e la mia piccola e discutibile analisi non è sicuramente adatta a essere generalizzata :)

    1. Erich, hai colto perfettamente il punto. Perfetto: il genitore farà lo sforzo di continuare anche se l’esperienza non è ottimale, ma io trovo che non sia affatto giusto. Se si vuole educare l’utente medio a utilizzare il web, bisogna partire da questo.

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